Un Comitato di Garanzia: cosi’ si tutela l’utente privato

La crisi del welfare pubblico e la riduzione dei tempi di degenza in ospedale, ma anche l’invecchiamento della popolazione e la scomparsa di reti familiari allargate, hanno condotto al considerevole aumento del numero di cittadini che, in un momento di difficoltà, si rivolgono ad aiuti esterni.
Parliamo di servizi privati domiciliari, ai quali richiedere la spesa a casa, il pasto caldo, un aiuto nell’alzata e nell’igiene, le piccole manutenzioni, ma anche l’iniezione, la vista medica specialistica, radiografie, o altri esami a domicilio e percorsi di riabilitazione.
Richieste di vario genere, che possono rientrare in ambiti specialistici e delicati, come quello sanitario. Ma chi tutela l’utente privato, quando il servizio non è erogato col puntuale controllo del servizio pubblico?
Società Dolce si è posta la domanda e ha costruito una forma di garanzia per i cittadini che usufruiscono delle prestazioni del proprio servizio privato “Assistiamo Casa”.
I rappresentanti dell’Ordine dei Medici, dell’Ordine dei Farmacisti, dell’Associazione Bolognese degli Amministratori di Sostegno, dell’ANCI, di utenti e familiari, hanno firmato il primo impegno a livello nazionale, a monitorare qualità e correttezza di un servizio privato.
La presentazione del Comitato Consultivo Misto di Garanzia di “Assistiamo”, è avvenuta in primavera, nel corso di un evento, dove sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta da APS sulla continuità di cura e la sottoscrizione del regolamento formale sul funzionamento di questo innovativo organismo a favore della società.
Dopo l’avvio, i lavori continuano e la scorsa settimana, il CCMA si è riunito per elaborare una Carta dei Servizi di Assistiamo, che formalizzerà gli impegni, la tipologia degli interventi, gli strumenti di verifica.
Non solo d’intenzioni, parliamo, ma di pratica e a garanzia del monitoraggio annunciato, il rappresentante dell’Ordine dei Medici affiancherà a campione la gestione di alcuni casi, dalla telefonata, alla presa in carico, all’attuazione del servizio, valutandone direttamente la qualità.
Con AIAB, si sta lavorando alla definizione di scale di misurazione del miglioramento per utenti soli, prima e dopo l’intervento di “Assistiamo”, non solo negli ambiti del servizio erogato, ma sulla vita complessiva della persona.
Un percorso d’intensa attività, dove l’unione delle competenze e la collaborazione di diverse realtà rappresentative e legittimate, ha l’obiettivo di garantire il miglior intervento possibile per il cittadino.